fbpx

Loading...

Pesca sostenibile nel Cilento, arriva il Passaporto Blu

Pesca sostenibile nel Cilento, arriva il  Passaporto Blu
News

La difesa della biodiversità umana. Questo l’obiettivo del Flag Cilento Mare Blu e del Gal Cilento Regeneratio che sono in questi giorni a lavoro per presentare al pubblico il nuovo progetto denominato “Passaporto Blu” del pescato sostenibile cilentano. Nella giornata di mercoledì 20, il progetto è stato protagonista presso la camera dei Deputati a Roma mentre nei prossimi giorni sono previsti altri incontri, a Napoli il 22 e a Castellabate il 24. Attraverso il Passaporto, infatti, si dota la filiera della pesca di uno strumento di tracciabilità valido ed efficace sul prodotto finale che il consumatore porta sulla proprio tavola. Il Passaporto è riservato ai pescatori che operano nei cinque comuni afferenti al Flag, Agropoli, Castellabate, San Mauro Cilento, Montecorice, Casal Velino e Pollica. Aderendo al “Passaporto Blu” del Pescato Sostenibile del Cilento, l’attività dichiara e certifica che: la propria ditta produce o acquista o commercializza o trasforma il prodotto ittico di cattura proveniente direttamente dai pescatori locali del territorio del FLAG Cilento Mare Blu a loro volta inseriti nell’elenco del Passaporto Blu; di impegnarsi a rispettare le disposizioni dello specifico regolamento del Flag Cilento Mare Blu, il disciplinare di produzione e le indicazioni contenute nella scheda descrittiva del prodotto, approvati dal FLAG Cilento Mare Blu; che nella produzione, trasformazione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura del prodotto sono rispettate tutte le norme vigenti; che non sono impiegati prodotti derivanti da catture illegali, prodotti di pesce importato da paesi terzi o da aree fuori la competenza del Flag Cilento Blu, che nella trasformazione preparazione degli stessi non vi sono contaminazioni con transgenici, ovvero contenenti organismi geneticamente modificati (O.G.M.); di accettare i controlli che potranno essere disposti alla sua azienda dalla commissione di monitoraggio del Passaporto Blu del FLAG Cilento Mare Blu, in ordine alle corrette modalità di conservazione e preparazione del prodotto.lag Cilento Mare Blu.

«Per la costa cilentana, la pesca ha sempre rappresentato un importante fattore di identità e ancora oggi cerca di esser identificata come biodiversità – spiega Mauro Inverso, presidente FLAG Cilento Mare Blu – identità culturale e biodiversità, dunque, gli elementi chiave che ci hanno spinto a progettare il Passaporto Blu, e intervenire quindi per far sì che la pesca artigianale possa continuare a competere con la pesca industriale, che nulla ha a che vedere con la qualità. Bisogna infatti contrastare il mercato globalizzato – sottolinea – attraverso il mercato della pesca artigianale, che si caratterizza per qualità e salvaguardia dell’ambiente marino, in un’area che, ricordiamolo, è patrimonio Unesco».  «Purtroppo dobbiamo fare i conti con l’esiguità dei pescatori – evidenzia ancora Inverso -ma il nostro obiettivo è quello di puntare sempre ad accrescere il potenziale umano e della qualità del pescato, in un’area dove si sviluppa al meglio la dieta mediterranea. Un fattore positivo non solo alimentare, che si evidenzia anche nello stile di vita, nel viver bene in tutti i sensi, nel rispetto dell’ambiente».

«Il mare cilentano offre, ancora oggi, un pescato caratterizzato da una forte ‘identità’ che merita di essere ‘identificata’ e distinta rispetto ad altre forme di pescato, un vero e proprio ‘mare di biodiversità’ che rappresenta un patrimonio di valori incommensurabili in termini si unicità, di qualità e di sostenibilità – le parole del presidente di Fareambiente, Vincenzo Pepe – quando ci troviamo al banco della pescheria o al ristorante ci preme informarci se il pesce che ci viene proposto sia stato pescato o allevato. Ma questo non è sufficiente a fornirci indicazioni sulla qualità di quel prodotto ed in particolar modo sulla sostenibilità delle pratiche di pesca esercitate. Gli esperti pescatori cilentani con particolari reti tradizionali effettuano una pesca a strascico poco invasiva perché non raschiano i fondali. I pescatori nel Cilento – avverte ancora il presidente di Fareambiente – sono rimasti in pochi. Proprio sui porti cilentani, confondendosi tra loro, si può consumare una colazione salata, come ad esempio alici e vino. Oppure acquistare prodotti ittici da portare direttamente a casa, una seppia, un’orata, o forse alici e sgombri. Siamo nella terra che incantò Ancel Keys, che proprio qui coniò la definizione di Dieta Mediterranea, espressione con cui il nutrizionista e fisiologo americano voleva rappresentare uno stile di vita basato su una biodiversità storica, sociale, antropologica e naturale eletta, non a caso, patrimonio immateriale dell’Unesco». All’evento romano sono inoltre intervenuti: l’on. Paolo Russo (Commissione Bilancio Camera dei deputati), la dott.ssa Vincenza Cerulo (UNCI Agroalimentare), Luca Cerretani (coordinatore GAL Cilento Regeneratio) e Claudio Aprea (direttore FLAG Cilento Mare Blu), l’on. Maria Teresa Baldini (Commissione Attività produttive Camera dei deputati).

 

Ecco le parole del Presidente del Flag Cilento Mare Blu:

 

Passaporto Blu del Pescato Sostenibile del Cilento

Ecco le prime parole del Presidente del Flag Cilento Mare Blu, dott. #MauroInverso, dopo la presentazione del progetto "Passaporto Blu" alla Sala Stampa – Camera dei Deputati.

Pubblicato da Passaporto Blu del Pescato Cilentano su Giovedì 21 novembre 2019

Blog Turistico
Blog Turistico

Autore Articolo