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Il futuro è lo Smart Working

Il futuro è lo Smart Working
News

“Il 2020 è l’anno del cambiamento”. La paura incombente di un mostro letale, ha momentaneamente modificato le nostre abitudini, la nostra routine, il nostro stile di vita…quel ritmo incessante con il quale eravamo abituati a correre! Ci siamo ritrovati a dover accettare che siamo di fronte a qualcosa di nuovo, sconosciuto e per non renderlo dannoso, pericoloso, dobbiamo per forza mutare, trasformare…qualcosa è cambiato! Tra le misure restrittive, adottate durante il contenimento per combattere il Coronavirus, lo Stato ha deciso di attuare, nel pieno del lockdown, anche la formula “Smart Working”, costringendo milioni di lavoratori ad operare da casa. L’hanno definita “l’altra faccia del virus” o “il cambiamento epocale del mondo del lavoro”, ma evidenti ne sono risultati i riscontri positivi…la diversa gestione degli spazi e del tempo, la riduzione dell’inquinamento, l’aria più pulita e il disegno di nuove prospettive.

 

Lavorare da casa è possibile…è questa è la vera, grande rivoluzione, apportata dalla Pandemia: “un nuovo e più conveniente metodo per guadagnarsi il pane, che va incontro a datori e dipendenti”. Gli ultimi mesi, hanno infatti dimostrato, che lo Smart Working può funzionare e se gli impiegati, sono in un ruolo o in una situazione che consente loro di esercitare il proprio compito da casa e vogliono continuare a farlo anche successivamente all’emergenza, perché non renderlo possibile?

Con questa modalità, si lavora in maniera diversa, si lavora di più e in modo più positivo, perché non solo si riescono a conciliare meglio i tempi di vita quotidiana con quelli relativamente legati al lavoro, ma soprattutto si cambia prospettiva…la sveglia non suona più con l’ansia di stare 8 ore in ufficio, ma ci si alza con l’energia di improntare tutto sul risultato. Anche a livello di business, svela ulteriori e vantaggiosi scenari…tutte le aziende che offrono servizi facilmente attuabili a computer, possono proporre ai propri dipendenti di svolgerli da casa e quest’ultimi quasi sicuramente accetterebbero, apportando benefici in primis sull’impatto ambientale, poiché meno auto che al mattino si recano a lavoro, ridurrebbero lo smog e il rischio di incidenti stradali e, in secondo luogo, garantirebbero un investimento economico meno sostanziale agli imprenditori, che potrebbero scegliere di utilizzare sedi operative di minori dimensioni, risparmiando sulle spese di affitto e bollette.

È una formula questa, con la quale non si può sbagliare, perché secondo le prime indagini, accontenterebbe proprio tutti: dalla flessibilità sugli orari, all’eliminazione del cosiddetto pendolarismo, poiché non tutti hanno avuto la fortuna di ottenere un impiego dietro l’angolo e al risparmio di denaro che proprio per questa ragione si otterrebbe…dopotutto come si soul dire, meglio guadagnare 800€ da casa, senza spese di trasporti, carburante o caselli autostradali, che 1000 in un’azienda lontana, la quale certamente, implicherebbe un tale dispendio di risorse.

Per non parlare della figura predominante di questa nuova tipologia lavorativa e cioè la “donna”, che dall’inizio dell’epidemia, con le scuole chiuse e senza possibilità alcuna di assumere una baby sitter, si è ritrovata a rivestire più ruoli… nei panni di una moglie e di una madre, che si divide tra spesa, cucina, pulizie di casa, lezioni dei bambini e progetti lavorativi. Per molte madri, lo Smart Working si rivelerebbe una grande soluzione, anche dopo lo svincolo dalle attuali restrizioni, permettendo loro di conciliare il desiderio di vicinanza alla propria famiglia e il sogno di una dignitosa carriera.

Sembra proprio, che ci troviamo a tutti gli effetti, di fronte al lavoro del futuro! Lo Stato dovrebbe compilare nuove ed innovative tipologie di contratti Smart Working, incentivando gli imprenditori ad assumere personale, in tali termini e garantendo in cambio, convenienti detrazioni fiscali. Concludo, abbandonandovi ad una piccola riflessione: la traduzione italiana, di Smart Working è “lavoro intelligente”… questa dovrebbe essere la massima aspirazione futura di una società che si rialza e torna a splendere, più forte e rigogliosa di prima.

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Aldo Olivieri
Aldo Olivieri

Autore Articolo

Vive nel Cilento da quando aveva 5 anni. Dal 2011 ha deciso di dedicarsi al suo territorio, prima nel forum dei giovani, nell’associazionismo locale e poi nella pro loco. Dopo varie esperienze di organizzazione, promozione, realizzazione di iniziative, valorizzazione territoriale, nel 2017, ha aperto la pagina facebook: Hitourist-Esplora il Cilento, dove, attraverso video, foto, dirette ed articoli, fa conoscere il territorio cilentano in tutte le sue sfaccettature. Gli piace scoprire sempre nuove curiosità, ma soprattutto ama la sua terra.