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Coronavirus Italia: i viaggi possono aspettare, ma la pianificazione inizi ora

Coronavirus Italia: i viaggi possono aspettare, ma la pianificazione inizi ora
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Ormai è chiaro a tutti che il coronavirus, il Covid-19, in l’Italia, come altri paesi del mondo, ha messo letteralmente in ginocchio il settore del turismo. Ok, abbiamo capito! A differenza degli altri paesi, però, l’Italia è una nazione che vive prettamente di turismo, non lo dico io, ma lo dicono i numeri (quasi 50 miliardi all’anno). Questo significa che dovremmo darci da fare per “riprendere” le nostre attività ma soprattutto riprendere e valorizzare la promozione del nostro brand Italia.

La priorità certamente è l’emergenza sanitaria, sicuramente le attenzioni devono essere concentrate su quello, ma non voglio pensare che i decreti che stanno attuando vengano svolti senza una base di strategia economica alle spalle. “Se le persone non muoiono di coronavirus, muoiono di fame e disperazione…” questa è la frase che, purtroppo, si legge spesso sui vari social network, questo perché, evidentemente, questo decreto “Cura Italia” (sicuramente in via evolutiva), non avrà “soddisfatto” realmente le imprese e i commercianti. Le mancate prenotazioni, la chiusura delle strutture, la diffusione del virus in Europa, stanno creando un danno davvero incalcolabile.

Ragionavo, però, su un’altra questione: se l’emergenza dovesse finire in Italia, e comunque ci vorrebbe un periodo di ripresa, resterebbe comunque “bloccata turisticamente”, in quanto il virus continuerebbe, ahimè, a contagiare nel resto d’Europa; il problema è che il 75% del turismo italiano è proprio quello europeo, andando ad incidere su una somma annuale di circa 45 miliardi di euro (dato chiusura 2019). Da questo dato si può capire realmente l’importanza del problema nel settore del turismo. Quali sono le proposte? Come si potrebbe migliorare la proposta turistica? A questa domanda è realmente difficile rispondere, perché le entrate perse da tutti gli operatori turistici (hotel, organizzazioni di eventi, imprese turistiche, ecc.) non verranno mai restituite, quindi il minimo su cui puntare, secondo la mia umilissima opinione, è sulla tassazione, e questo il decreto Cura Italia, successivamente, dovrebbe agevolare (almeno da come dicono).

Ma i riflettori vorrei puntarli su un’altra questione che, purtroppo, non ho sentito ancora parlare, che è la comunicazione. Il brand Italia va assolutamente tutelato e va pensata una strategia comune da dover mettere in campo domani ma costruita oggi. Il problema è che, nel nostro paese, si continua con la separazione tra pubblico e privato, mi spiego: Sapete perché molte persone e realtà, puntano poco sulle fiere turistiche istituzionali? Perché oggi i viaggiatori considerano le recensioni e consigli molto più attendibili di quelle fornite da cataloghi dei tour operator e delle varie agenzie. Questo significa che il turista di oggi, “fai da te”, organizza la sua vacanza attraverso il web e i vari canali che possano contribuire a garantire il minor rischio di imprevisti. Ma perché? Perchè il viaggio è una cosa intangibile, che non si può valutare prima del loro consumo, di conseguenza questi consigli diventato indispensabili per la pianificazione di un viaggio.

Purtroppo questa considerazione non viene affrontata dagli enti preposti e si continua a lavorare su una direzione, a mio parere, distaccata dalla realtà. Su questa difficoltà, però, non dobbiamo inventarci nulla, perché la comunicazione turistica in altri posti funziona diversamente. In Francia, ma anche in Spagna, si ha un solo organismo che si occupa di comunicazione turistica e che coordina e filtra le informazioni. Questa si chiama Atout France (Agenzia per lo sviluppo Turistico della Francia), e svolge compiti d’ingegneria turistica, osservazione economica e promozione. La cosa ancora più interessante è che questa agenzia ha come partner alcuni attori privati, esperti del settore, blogger (incoraggiati a promuovere il territorio), che svolgono compiti come: identificazione del mercato turistico, studi, analisi target ecc. Già il coinvolgimento e l’incentivo di blogger fa intuire la direzione presa dalla comunicazione turistica, che è prettamente in linea con il trend mondiale.

Inoltre, tutte le aziende turistiche che vogliono far parte di questo progetto, è necessario che compilino un semplice modulo di adesione, con documenti identificativi, che poi, ovviamente, verranno vagliati dall’agenzia. Tutto questo permette di gestire la cosa al meglio e di ottimizzare le risorse che si hanno. Perché non unirci e pianificare, attraverso un solo organismo (pubblico e privato), una serie di strategie comunicative per rilanciare, ancora meglio, il brand Italia? E’ vero, noi qui abbiamo tutto, il problema è che non basta, questo tutto va comunicato e non improvvisato, con una seria e attenta pianificazione. L’Italia è un Paese fantastico, ricordiamocelo!

Se vuoi leggere il mio pensiero su: Come sarà il viaggiare dopo la pandemia, puoi CLICCARE QUI

 

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Aldo Olivieri
Aldo Olivieri

Autore Articolo

Vive nel Cilento da quando aveva 5 anni. Dal 2011 ha deciso di dedicarsi al suo territorio, prima nel forum dei giovani, nell’associazionismo locale e poi nella pro loco. Dopo varie esperienze di organizzazione, promozione, realizzazione di iniziative, valorizzazione territoriale, nel 2017, ha aperto la pagina facebook: Hitourist-Esplora il Cilento, dove, attraverso video, foto, dirette ed articoli, fa conoscere il territorio cilentano in tutte le sue sfaccettature. Gli piace scoprire sempre nuove curiosità, ma soprattutto ama la sua terra.