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Cilento cosa vedere: i migliori dieci luoghi da non perdere

Cilento cosa vedere: i migliori dieci luoghi da non perdere
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Tra mare, spiagge, grotte, parchi archeologici, parco nazionale e tanto altro…

Il Cilento è una terra fantastica e si trova a sud della Campania, in provincia di Salerno, un luogo ricco di storia, cultura, paesaggi e natura mozzafiato. Piccoli borghi in collina e sul mare, immersi nel verde, dove scoprire una cucina incredibile, tradizioni, usanze e luoghi incontaminati, grandi patrimoni storico-culturali, aree archeologiche ed aree marine protette. Questo e tanto altro è il Cilento: 95 comuni tutti da scoprire, 100 km di costa, 14 bandiere blu, due aree marine protette.

Ecco i dieci luoghi da non perdere assolutamente nel Cilento:

1.PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM

I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. Sin dal ‘700 il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Dal 1998, Paestum è patrimonio dell’UNESCO. La costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città di Paestum, che in origine si chiamò Poseidonia, intorno al 600 a.C. Furono coloni provenienti dalla città di Sibari (in Calabria) ad insediarsi a Sud del fiume Sele, vicino agli Etruschi di Pontecagnano a Nord e ai popoli indigeni che abitavano le montagne a Est. 

2.PARCO ARCHEOLOGICO DI ELEA VELIA

L’antica città di Elea, che deriva il suo nome dalla sorgente locale Hyele, fu fondata intorno al 540 a.C. da un gruppo di esuli provenienti dalla città greca di Focea, nell’attuale Turchia, occupata dai Persiani. La città, nota nel V sec., soprattutto per le figure di Parmenide e Zenone, fondatori della scuola filosofica eleatica, raggiunge un periodo di grande sviluppo in età ellenistica e in gran parte dell’età romana (fine IV a.C. – V sec. d.C.), quando il suo nome viene modificato in Velia. Con il Medioevo l’abitato si ritira sull’Acropoli, dove viene costruito un castello. Le strutture architettoniche della città antica sono immerse in una vasta area di macchia mediterranea e di rigogliosi uliveti costituendo uno splendido connubio tra archeologia e natura.

3.AGROPOLI LA PORTA DEL CILENTO

Agropoli, la “Città Alta” del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è una splendida località turistica. Il mare cristallino “Bandiera Blu”, la natura protetta patrimonio UNESCO, la storia millenaria, la cultura, lo sport, i sapori, quelli autentici della Dieta Mediterranea patrimonio UNESCO, fanno di Agropoli un luogo incantevole da vivere tutto l’anno! Meta sicuramente da non perdere è il suo borgo medievale:

Caratteristico mezzo di ascesa al Centro Storico sono i cosidetti “Scaloni”, una serie di basse e larghe gradinate che partono da via Filippo Patella, costeggiano la Rupe prospiciente la Marina e con lieve curva giungono sulla soglia della grande Porta d’ingresso al nucleo urbano più antico, il simbolo della città. Sulla parte alta della città, vi è il maestoso Castello Angioino Aragonese, a pianta triangolare e con tre torri circolari.

Il Castello presenta l’aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d’età aragonese (XV secolo d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l’originario impianto, a forma triangolare. Il Castello di Agropoli è legato a vari personaggi: Luisa Sanfelice, nata a Napoli nel 1764 sposa di Andrea Sanfelice, che più volte dimorò nel Castello, , la quale morì condannata alla decapitazione per aver svelato la congiura contro la Repubblica organizzata dai fratelli Baccher.
Marguerite Yourcenar, scrittrice francese, tanto affascinata da questo luogo da ambientarvi il racconto “Anna, soror”.
Giuseppe Ungaretti, che visitò il Cilento all’inizio degli anni trenta del XX secolo e che ritrasse magistralmente Agropoli nel volume “Mezzogiorno”.

Attualmente il Castello è visitabile tutto l’anno ed è sede di importanti eventi culturali. Il costo del ticket è di €2,00, comprende anche l’ingresso al Palazzo civico delle arti dove ospita il museo archeologico di Agropoli.

4.GROTTE DI CASTELCIVITA

Le Grotte di Castelcivita costituiscono, con un totale di circa 4800 m di lunghezza, uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale. Il sistema di cavità sotterranee, si apre a 94 m di altitudine, tra le rive del fiume Calore ed il versante sud-occidentale dei monti Alburni, mostrando da subito un suggestivo scenario di gallerie, ampi spazi e strettoie scavati dall’azione millenaria dell’erosione carsica.

Le Grotte di Castelcivita si sviluppano lungo un unico ramo principale da cui, in più punti, si disserrano brevi diramazioni secondarie. Il fascino delle testimonianze relative alle abitudini di vita dell’uomo preistorico e la suggestione di straordinari fenomeni naturalistici e geomorfologici, realizzano all’interno delle Grotte di Castelcivita l’incanto di un surreale paesaggio sotterraneo ancora attivo, in cui l’interessante stillare delle volte continua a formare stalattiti e stalagmiti, accompagnando il cammino di numerosi visitatori durante tutto l’anno.

5.GROTTE DI PERTOSA/AULETTA

Le Grotte di Pertosa-Auletta sono l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo, addentrandosi verso il cuore della montagna. Il fiume Negro nasce in profondità e vi offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca, immersi in un silenzio magico, interrotto soltanto dal fragore degli scrosci della cascata sotterranea. Le Grotte si estendono per circa tremila metri nel massiccio dei Monti Alburni, in un percorso ricco di concrezioni, dove stalattiti e stalagmiti decorano ogni spazio con forme, colori e dimensioni diverse, suscitando stupore ed emozione.

6.CERTOSA DI PADULA

La Certosa di San Lorenzo, o la certosa di Padula, è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1306 per volontà di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e signore dei Vallo di Diano, e proseguirono, con ampliamenti e ristrutturazioni, fino al XIX secolo. Dell’impianto più antico restano nella Certosa pochi elementi: tra questi si ricordano lo splendido portone della chiesa datato al 1374 e le volte a crociera della chiesa stessa. Le trasformazioni più rilevanti risalgono alla metà del Cinquecento, dopo il Concilio di Trento. Seicenteschi sono gli interventi di doratura degli stucchi della chiesa, opera del converso Francesco Cataldi. Del Settecento sono invece gli affreschi e le trasformazioni d’uso di ambienti esistenti.

7.CAPO PALINURO

Capo Palinuro è una delle zone che da sempre ha incuriosito i turisti. Per la bellezza delle sue coste, nonché per il loro richiamo mitologico, Capo Palinuro è stato più volte utilizzato come set cinematografico: basti ricordare i film “Gli argonauti 2” di Don Chaffey, o “Ercole alla conquista di Atlantide” di Vittorio Cottafavi, girati entrambi nei pressi dell’Arco Naturale. Virgilio, nell’Eneide, dà una sua interpretazione dei fatti narrando di Palinuro, timoniere di Enea, che cade in mare tradito dal sonno e, giunto a riva, viene assalito e ucciso dagli indigeni. Gli dei dell’oltretomba, offesi dall’episodio sacrilego, puniscono gli abitanti con una tremenda pestilenza.

Il mare è cristallino creando veri e propri paradisi come la spiaggia del Buon Dormire, suggestive grotte, la spiaggia dell’Arco Naturale e la spiaggia del Mingardo. Non possono non essere citata la Grotta Azzurra, la Grotta del Sangue e quella dei Monaci.

8.LE CASCATE DI VENERE

Un luogo che sembra davvero uscito da una fiaba, l’oasi naturalistica più richiesta nella zona. Mi riferisco a uno dei posti che preferisco di più, la cascata dei Capelli di Venere, situata in un piccolo comune, a Casaletto Spartano. La cascata nasce dalle acque del Rio Bussentino e viene chiamata così perché nell’oasi è presente la pianta Capelvenere, un tipo di felce che qui cresce rigogliosa.

Le cascate creano anche delle piscine naturali, infatti i più audaci fanno il bagno , visto che l’acqua è a una temperatura di circa 8 gradi circa. Una cosa davvero incredibile è che l’acqua è potabile!!! Insomma una meraviglia che va assolutamente visitata.

9.FELITTO

Felitto custodisce gelosamente uno dei paesaggi più incantevoli che si possono ammirare in Campania: si tratta dell’area protetta delle “Gole del Calore”. Incastonate in una profonda vallata a picco sul fiume le Gole del Calore costituiscono un paesaggio ancora integro nella sua selvaggia bellezza. In questi 120 ettari di terreno protetto, dal ponte medievale situato a valle di Felitto fino ai confini con il territorio di Magliano, regna un silenzio irreale ove emergono sensazioni ormai dimenticate.

Alle Gole del Calore di Felitto è possibile svolgere: escursioni in canoa, visite guidate in pedalò, trekking, torrentismo, passeggiate a cavallo, visite guidate nel centro storico, percorsi enogastronomici.

 10.POLLICA

Pollica è una località molto turistica, ed è sicuramente da ricordare il Museo Vivo del Mare. Struttura museale di interesse regionale situata nella frazione di Pioppi, è stato aperto al pubblico nel 1998 grazie agli sforzi congiunti dell’associazione Marenostrum e dell’amministrazione comunale guidata dal compianto sindaco Angelo Vassallo.

E’ ospitato presso il Palazzo Vinciprova, gestito dal gennaio del 2013 da Legambiente Onlus, ed è un edificio di interesse storico posto sotto la salvaguardia monumentale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il piano superiore del Palazzo Vinciprova ospita, invece, le sale espositive dell’EcoMuseo della Dieta Mediterranea, dedicato al medico epidemiologo americano Ancel Keys che ha vissuto oltre quarant’anni in Cilento, studiando il rapporto tra alimentazione locale e l’incidenza sulle malattie cardiovascolari e dimostrando le qualità benefiche della dieta mediterranea, attraverso l’assunzione di alimenti come l’olio extravergine di oliva, pesce azzurro, frutta (in particolare il fico bianco), verdura, ecc.

Il paese ottiene, da numerosi anni, per la qualità delle sue acque, le “5 vele” di Legambiente e la Bandiera Blu delle spiagge, insieme all’altra frazione pollichese: Pioppi, capitale mondiale della Dieta Mediterranea. Ciò le ha dato una certa notorietà incrementando il flusso turistico estivo. La frazione è anche particolarmente nota per l’elevato tasso di centenari tra la sua popolazione. Per concludere, è da consigliare Acciaroli, un borgo sul mare di interesse turistico, ricordato per i numerosi soggiorni di Ernest Hemingway.

 

Vorrei precisare che il Cilento è una terra fantastica. Questi sono solo dei primi consigli, ma questa terra ha davvero tanto da raccontare, e le meraviglie e i posti da visitare sono molteplici. Per ulteriori informazioni, consigli, prenotazioni, non esitate a contattare la nostra agenzia. Vi aspetto nel Cilento!

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Aldo Olivieri
Aldo Olivieri

Autore Articolo

Vive nel Cilento da quando aveva 5 anni. Dal 2011 ha deciso di dedicarsi al suo territorio, prima nel forum dei giovani, nell’associazionismo locale e poi nella pro loco. Dopo varie esperienze di organizzazione, promozione, realizzazione di iniziative, valorizzazione territoriale, ha fondato nel 2017, insieme ad un gruppo di amici cilentani, l’agenzia turistica Hitourist. Da allora ha cercato di unire tutte le sue passioni in quest'attività. Gli piace scoprire sempre nuove curiosità, ma soprattutto ama la sua terra. Ha deciso, così, di divulgare e far conoscere il Cilento con i mezzi a sua disposizione.